Il Ghetto

Il ghetto di Cherasco, data l'esiguità del gruppo ebraico, consisteva in un grande caseggiato al centro della città, all'angolo fra le attuali via Marconi e via Vittorio Emanuele.

L'accesso a questo ghetto avveniva attraverso varie porte, ancora oggi presenti.

Una immagine fotografica, effettuata da Tagliaferro alla fine del XIX secolo, ci restituisce com'era il cortile interno del ghetto, dove molteplici loggiati in legno permettevano la comunicazione interna fra le varie abitazioni, senza dover uscire sulla via

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Istituito fra il 1725 e il 1730, ospitò anche gli ebrei di Alba. L'armistizio fra il Regno di Sardegna e la Francia rivoluzionaria, firmato proprio a Cherasco nel 1796, permise agli ebrei nuove libertà, oltre a permettergli di uscire dal ghetto.


Alcune famiglie, fra le più facoltose, presero alloggio durante l'occupazione francese fuori dal ghetto, addirittura in campagna dove impiantarono varie filande.
Con il ritorno dei Savoia nel 1814 fu ripristinato il ghetto, anche se molti ebrei rimasero nelle case in paese e in campagna. Le autorità cittadine tentarono per molti anni di far rientrare questi ebrei nel ghetto, arrivando anche a proporre l'acquisizione del contiguo fabbricato della famiglia Olivetti.

L'ampliamento del ghetto non fu mai attuato, anche perché nel frattempo sempre più ebrei, per commerci vari, ottennero di poter risiedere fuori dal ghetto e di frequentare mercati e fiere per periodi anche relativamente lunghi.

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