Ghetto: delimitato dalle Vie IV Novembre, Roma, Sacerdote e Celebrini della Predosa
La presenza ebraica a Fossano è documentata dalla fine del XVI secolo, sempre in relazione alla concessione di banchi di prestito. Nel 1684, a seguito del tentativo di alcuni Ebrei carmagnolesi di acquistare beni stabili il cui possesso era proibito, il Tribunale di Fossano per evitare il ripetersi di simili episodi diede disposizioni affinché si provvedesse alla creazione di un ghetto. Per molteplici ragioni, anche politiche, tale provvedimento non fu attuato fino al 1724, quando il Consiglio della Città, dopo aver visionato tre quartieri e aver ascoltato gli ebrei fossanesi, scelse il quartiere del Salice. In base al censimento del 1761 la popolazione ebraica era di 131 persone. Nell'attuale Via IV Novembre si trovava la Sinagoga, che con grande scalpore cittadino fu demolita nel 1960 insieme ad altre case fatiscenti. Gli arredi, portati a Torino agli inizi del Novecento, andarono distrutti durante il bombardamento che nel 1942 coinvolse la Sinagoga di Torino. A Salvatore Sacerdote, che fu sindaco della città agli inizi del Novecento, e dedicato un viale centrale, che delimita l'area del ghetto.
Cimitero: Via Marene
Nel 1790 Vittorio Amedeo III di Savoia sollecitava le autorità cittadine affinché gli Ebrei trasferissero fuori dell' abitato il loro cimitero, di cui nulla oggi è purtroppo rimasto. Il nuovo cimitero ebraico venne realizzato nella regione del Piano, fuori della porta del Salice, nei pressi del Ghetto, oggi via Orfanotrofio. Il terreno misurava nel XVIII secolo 40 tavole piemontesi e fu acquistato dalla locale comunità ebraica per lire 320. Gli Ebrei ottennero inoltre che le salme sepolte nel vecchio cimitero non fossero traslate. L'attuale cimitero è un settore di quello comunale, con ingresso autonomo. Nella sua composta semplicità, presenta tombe di famiglia dalla simbologia particolare: un grande libro aperto, scolpito, è collocato sopra una sepoltura. Le lapidi sono incise talvolta con simboli funerari estranei alla tradizione ebraica, come l'urna in parte velata, di chiara ispirazione classica. AI centro del campo un piccolo prato raccoglie le sepolture più antiche, a testimonianza della lunga permanenza del nucleo ebraico fossanese e della piccola presenza di Ebrei della località di Trinità.