Indirizzo: Via Deportati Ebrei, 29
Cenni Storici
La prima testimonianza certa sulla presenza di Ebrei in cittā risale al 1484 quando furono cacciati da Piasco, nei pressi di Saluzzo, da Ludovico Il. Verso la fine del XVI secolo possedevano un cimitero ed il loro numero si era accresciuto fino a raggiungere, nel 1761, 68 persone suddivise in 13 famiglie. Gli Ebrei erano noti non solo come prestatori di denaro ma come fabbricanti di gioielli e mercanti di stoffe.
La Sinagoga
Tutto l'isolato conserva la fisionomia di un tempo. Attraverso un arco ci si immette in un cortile su cui si affacciano i balconi ed i pianerottoli delle case: a destra si trova, all'ultimo piano, la Sinagoga ristrutturata nel 1832 sulla preesistente settecentesca. La sala di culto, cui si accede da una preziosa porta in legno, č ampia, a pianta rettangolare, illuminata da otto finestre. L:Aron, settecentesco, in legno dorato scolpito con inserti di piccoli specchi sia esterni che interni, č l'unico in Piemonte con porte non rettilinee ma ondulate; una pedana rialzata terminante a pianta ottagonale collega l'Aron alla Tevā, anch'essa settecentesca, non a baldacchino ma formata da un essenziale tavolo in legno scolpito. In occasione di un recente restauro sono stati scoperti rari e pregevoli affreschi sul soffitto a volta dal quale pendono lampadari di bronzo dorato e cristallo. Ouattro colonne lignee reggono, davanti all'ingresso, il piccolo matroneo, schermato da una grata ondulata.
Ghetto: Isolato di Via Deportati Ebrei
Nel 1564 čaccertata la presenza di un esiguo nucleo ebraico, vero e proprio punto di riferimento e di accoglienza per le zone circostanti. Nel 1631 il Marchesato di Saluzzo passō ai Savoia e nel 1705 vi fu un tentativo da parte del vescovo di segregare in un'unica zona gli ebrei saluzzesi che vivevano sparsi per la cittā. Nel 1724 si istituė un primo ghetto, di cui si ignora l'esatta ubicazione; nel 1795, a poca distanza dal Duomo, fu assegnata agli ebrei un'altra zona, detta ghetto nuovo, nel vicolo Venezia, oggi via Deportati Ebrei, in ricordo dei deportati nei campi di sterminio. L'accesso al vicolo era sovrastato da un arco, demolito in tempi recenti. Nonostante le ristrutturazioni, il grande cortile del ghetto ha mantenuto la struttura originale.
Cimitero: Via Lagnasco 5
A Saluzzo sono documentati tre cimiteri. Nel 1590 la comunitā ebraica locale, anche se esigua, riuscė ad acquistare un terreno per il proprio cimitero, di cui purtroppo s'ignora la localizzazione. Il secondo si trovava sulla strada di S. Nicolao, oggi strada di Pagno, in regione Bramafarina. Nel 1795 gli Ebrei saluzzesi acquistarono un terreno, di proprietā della Curia, per 22.000 lire nuove del Piemonte: si tratta dell'attuale e terzo cimitero, situato fuori dell'abitato, lungo la strada che conduce a Lagnasco. Dai documenti d'archivio della comunitā saluzzese emerge che i cortei funebri ebraici erano spesso oggetto d'insulti e aggressioni, tanto da dover essere scortati da guardie di pubblica sicurezza. All'ingresso del cimitero, una lapide ricorda i 29 deportati nei campi di sterminio nazisti. Si nota la presenza di lapidi e cippi funerari con l'immagine scolpita del defunto: si tratta di una consuetudine estranea alla tradizione ebraica, chiaramente d'imitazione cristiana.