Ivrea

Indirizzo: Via Quattro Martiri, 24

Cenni Storici

Si ha notizia di violente sommosse antiebraiche fomentate dai frati francescani minori, i cosiddetti zoccolanti. Enrico I, re di Francia, ordinò nel 1556 l'espulsione degli Ebrei dall' eporediese: vi tornarono solo verso la metà del XVII secolo.

Sotto le mura del Castello fu istituito il Ghetto settecentesco nel quale vivevano 7 famiglie per un totale di 57 Ebrei. Intorno al 1830 la comunità aumentò fino a raggiungere le 151 anime, attirate in città dalla nascita delle prime industrie. Alcune famiglie ebraiche vivono tuttora ad Ivrea.

Le Sinagoghe

AI primo piano del!' edificio esistono due sinagoghe affiancate. Il tempietto, attuale luogo di riunione della comunità ebraica eporediese, è stato ristrutturato di recente e conserva uno splendido Aron in legno dorato scolpito ma abbrunato, in segno di lutto, dopo la morte di Carlo Alberto.

Il tempio grande, ora di proprietà del Comune di Ivrea, ha subito un recente restauro conservativo.

È una grande sala a cui si accede da un ingresso indipendente; ha pareti finemente dipinte a finto marmo. L'Aron, in posizione elevata, ha due antine scorrevoli in legno scolpito; tra le decorazioni, molto particolari sono l'offerta dei dodici pani, il Fuoco Sacro e l'Arca dell'Alleanza. La Tevà è tonda in legno di noce; piacevoli sono il pulpito e la cantoria, mentre al grandioso matroneo si accede da una scala esterna.

Ghetto: ai due Iati della Via Quattro Martiri

Nel XVI secolo il nucleo ebraico risiedeva nel sobborgo del Borghetto, situato dietro la chiesa di San Grato, presso il Ponte Vecchio. Quando la popolazione aumentò venne trasferita nel centro della città, nei pressi dell'odierna via Arduino. Nel 1725 fu istituito il ghetto in via Palma, ora via Quattro Martiri, sotto le mura del Castello. Secondo il censimento generale del 1761 lì vivevano 7 famiglie, per un totale di 57 ebrei. Il ghetto nel 1801 rischiò di essere saccheggiato e bruciato da un gruppo di contadini, ma la popolazione locale intervenne in difesa degli ebrei.

Cimitero: Via dei Mulini 30

Nel 1822 la comunità ebraica eporediese decise di abbandonare il proprio antico cimitero di Porta Aosta, in condizioni di forte degrado, per acquistare un nuovo terreno. L'area prescelta non piacque alle autorità municipali, che osteggiarono in tutti i modi tale utilizzo, finche nel 1863 si concesse agli Ebrei un nuovo terreno. Il cimitero attuale in via dei Mulini 30, piccolo e ben curato, è una sezione separata del cimitero comunale. Ad esso si accede da un cancello separato. Addossata ad un Iato della recinzione, sul Iato destro del campo, si trova anche una cappella di famiglia, realizzata in stile eclettico. Interessante la presenza di una lapide commemorativa dei soldati Ebrei polacchi morti nell'ospedale di Ivrea durante la I Guerra Mondiale. Le sepolture, semplici tombe chiuse da una lastra orizzontale o sormontate da una lapide verticale, si dispongono lungo i Iati e al centro del campo. Pochi i simboli, ma sempre appartenenti alla tradizione ebraica.


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